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Lewis Busignani, alla Scoperta di un Artista Poliedrico ed Interessante

20-09-2023 16:17

Dr.ssa Luisa Natalucci

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Lewis Busignani, alla Scoperta di un Artista Poliedrico ed Interessante

Luigi Lewis Busignani iscritto al registro AEFT. Con l'intervista di oggi cerchiamo di conoscere uno dei nostri Formatori Teatrali.

 

 

 

Luigi Lewis Busignani

 

 

 

Luigi Lewis Busignani nasce a New York e si forma come artista e attore in USA, Germania, Italia e Giappone. Ha integrato la sua formazione con l'illustrazione, la danza e il canto attoriale interpretato. È allievo di John Strasberg-del metodo attoriale realista- e di Susan Batson-del metodo recitativo emozionale. Proviene da lunga permanenza nel teatro sperimentale e nel Drama. Nel 2022 vince il premio Best Actor all'IMINESE film festival.

Da un anno fa parte degli allievi iscritti al registro AEFT. 

Con l'intervista di oggi cerchiamo di conoscere uno dei nostri Formatori, i suoi obiettivi e i suoi pensieri riguardo il mondo del teatro e della formazione! 

 

Parlaci un po' di te, della tua passione per il teatro e del tuo percorso formativo, Luigi. 

"Mi chiamo Luigi Lewis Busignani, e preferisco la mia età artistica: senza
tempo, senza spazio! - piuttosto che quella anagrafica. Originario di Brooklyn, New York -dove sono nato-  formandomi tra il mio paese di origine e il Nordeuropa, Italia inclusa.
Principalmente, affinando una recitazione realista per il cinema, con la
cura per le emozioni più oneste e intime, e il teatro sperimentale.
Non dimenticando, assieme a tutto questo, percorsi attoriali di danza e
canto.

Un' intensa preparazione e tanta cultura per un “ricercatore” in costante studio. Questa, e' una strada che ti rincorre per sempre, chiedendoti di
rispettare il corpo e la voce, nostri strumenti-chiave come artisti (e
persone). Di sicuro, non sempre è così facile, la richiesta principale si chiama dedizione, o disciplina. Come per tanti, la passione del teatro mi è partita da bambino. Non sono mai stato timido, ma riservato, si. Attraverso giochi di condivisione, ritmo e ascolto (che rappresentano una prima grande sfida) scoprii che è possibile raccontare, senza giudizio, delle storie. Già naturalmente disegnavo tantissimo, e scrivevo ('azioni' che ancora oggi compio) quindi la voglia di creare, la speranza di diventare 'narratore di mondi' mi rapì  tantissimo.
Come altri bambini, avrei potuto leggere, ascoltare o guardare una
storia che mi piaceva una infinità di volte, senza stancarmi.
Questo mi fa ragionare su tempi attentivi e senso di noia rapidi nei
bambini che vedo ora, come formatore."


Quali sono i tuoi obiettivi come attore?

"E' una grande domanda. Riuscire ad ottenere tante possibilità di crescita, lasciare a chi verrà dopo qualcosa di significativo, di pregnante."

 

Parlaci delle tue esperienze come Performer, a chi ti ispiri? E qual è la tua massima aspirazione artistica?

"Le esperienze più indelebili sul mio percorso sono stati degli
incontri con Maestri che considero un privilegio per il mio percorso.
Sette anni fa circa sono stato protagonista di un film internazionale
dove mi è stato permesso di flettermi in diverse direzioni, con tanta
fiducia da parte della regia.

Parlo di IN A LONELY PLACE, sicuramente non un film per ragazzi
ma di degna menzione, a prescindere dai suoi premi.
Circa sei anni fa mi e' stato concesso l'onore di apprendere qualche
segreto dell'antica arte delle marionette lignee('ningyozukai', tesoro
nazionale vivente del Giappone)direttamente al teatro Bunraku di
Osaka.
Vinsi un premio dopo una selezione piuttosto lunga,come ospite e
protagonista di un docu-reality su Tv Tokyo in quella occasione.
In ultimo, sorprendentemente, dopo tanto lavoro sul corpo ''poetico''
dell'attore mi e' stato concesso un premio lo scorso anno all'iminese
Festival di Milano, per il ruolo di padre ne IL PRIMO
SGUARDO(Manzari).
A quali attori mi ispiro non saprei rispondere subito.
I miei maestri mi han fatto lottare e lavorare sulle mie peculiarità di
individuo per esplorare poi una unicità artistica.
Di sicuro, ho una ammirazione a nume tutelare per Daniel Day Lewis o
John Malkovich, due attori speciali.
Vedendo Joaquin Phoenix in THE JOKER, confesso di essermi detto:
'Ecco, darei non so che per essere in una pellicola del genere.'"


Quali sono i tuoi obiettivi come educatore/formatore?

"Come formatore, insegnerei sempre di non dare troppo credito ai
parametri comuni e arbitrari di bravura o banalmente 'bellezza'.
Artisticamente, ''si è'' perchè ''si fà, non perchè "si esegue'' il compito
schiavi delle aspettative superficiali di un giudicante.
Oggi l'emergenza educativa è di proporzioni abnormi, e come
educatori dobbiamo essere consapevoli di poter talvolta sbagliare
risorsa e di dover dirottare una strategia altrove.
Avremmo bisogno come educatori teatrali dell'eta' evolutiva di fiducia
da parte di chi ci affida dei giovani allievi, e di pazienza 'mistica' da
parte loro nell'attendere risultati non cosi' urgenti, ma graduati nel
tempo."

 

Che tipo di metodologia hai adottato nel campo dell'insegnamento?

"Personalmente, tento di non creare urti o fratture sulla ''fiducia''.
Non ho generalmente pretese immediate nella risoluzione artistica o
sullo sviluppo dell'empatia di gruppo, della tolleranza, del mitigare la
intensita' di vari impulsi emotivi disfunzionali(ira, permalosita'.
Quel dico anche ai ragazzi più grandi è semplicemente: 'io, aspetto.''
''Ognuno in base al suo sentire. Se non ora, domani, o fra un po'.''

 

Pensi che il Teatro e l'attorialità possano essere un diversivo nella vita dei giovani in questo preciso momento storico?
"Certamente. La parte del lavoro più dura è ritornare a comunicare con gli occhi, ascoltarci e ascoltare nel gruppo, avere rispetto e comprensione
dei silenzi, dei turni di parola. Oggi, a qualsiasi eta'.
Sempre meno i bambini sanno raccontare, rimuginare in autonomia sul
perchè di un personaggio nella economia di un intreccio.
Il teatro ora recupera il sapore del gioco in cortile, sui gradini della
porta di casa. Tutto naturale, tempo fa.

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Un consiglio che ti senti di dare ai giovani aspiranti attori?
"Di abituarsi al 'rifiuto' dopo le audizioni e I casting(anche quelli
piuttosto lunghi, fatti di tante sessioni di prova).
Non pensate di essere 'sbagliati' voi, semplicemente non siete quel che
in quel momento si sta cercando.
Cercate di farvi trovare sempre pronti, ci saranno lunghi periodi senza
scritture, altri in cui sarete cercati spesso."
 

 

Hai qualcosa in programma a cui stai lavorando? Se si, cosa?
Sono reduce da due spettacoli per ragazzi all'estero, sono stato al
cinema con un micro-ruolo cameo in AMUSIA(Marescotti),sono la
voce narrante in inglese di un documentario di prossima uscita.
Posso dire che sto lavorando a un progetto su un classico importante a
partire da disegni miei(per gioco, sono anche illustratore).
Grazie a Voi!

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