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Leo Coviello, un'anima ricca di sensibilità artistica!

23-04-2024 18:30

Dr.ssa Luisa Natalucci

Interviste, formatore teatrale, News, registro aeft, Leo Coviello, Puglia, AEFT Magazine,

Leo Coviello, un'anima ricca di sensibilità artistica!

Leo Coviello calca le scene da circa 40 anni, conduce Laboratori di Teatro presso strutture psichiatriche e per disabili e presso Scuole primarie.

 

 

 

Leo Coviello

 

 

 

Leo Coviello calca le scene da circa 40 anni,  si forma con Paolo Panaro(Dizione e Ortoepia) e Massimo Lanzetta (Recitazione e Dizione). Recentemente studia con Daniele Falleri (Regia Teatrale) e soprattutto con Daniel De Rosa(Workshop per Formatore Teatrale ed Operatore Pedagogico Teatrale). È interprete, principalmente come protagonista, di diverse pièce teatrali. Recita in spettacoli di Teatro per bambini e ragazzi. Collabora come attore, performer e regista con varie associazioni culturali. Conduce Laboratori di Teatro presso strutture psichiatriche e per disabili e presso Scuole primarie e secondarieInoltre conduce Laboratori di Dizione e Teatro presso la propria Associazione Teatrale. Ha inoltre partecipato, sempre in qualità di interprete, a videoclip musicali e spot pubblicitari sul web.

 

In che modo si è avvicinato al Teatro?

Mi sono innamorato molto presto del Teatro. E me ne sono innamorato presto e perdutamente grazie ad Eduardo De Filippo. Come? Guardando, da bambino, le sue commedie in Tv. Ho ancora molto vivo il ricordo delle emozioni che mi scorrevano dentro guardando quel viso rugoso, pieno di espressioni incredibili, ascoltando quella voce, e le voci dei suoi attori, seguendo quelle trame piene di grande fascino e magia, anche per un bambino di soli 12 anni come me. Un paio di anni dopo ero in parrocchia ad organizzare ed interpretare spettacoli, sognando di diventare un bravo attore anche io. La prima “svolta” c’è stata qualche mese dopo la scomparsa di Eduardo (il 31 ottobre 1985): una compagnia amatoriale della mia città, che peraltro si cimentava ad interpretare proprio le commedie di Eduardo, organizzava un corso di recitazione. Mi iscrissi subito e debuttai l’8 marzo del 1986 in “Chi è più felice di me!” di Eduardo De Filippo. La seconda “svolta” la più grande e decisiva arrivò dopo circa due anni. 

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 Ero da poco entrato a far parte del C.U.T. (Centro Universitario Teatrale) che aveva una sezione proprio nella mia città e il nostro direttore artistico, il professor Ugo Rubini (zio del grande Sergio) ci presentò un grande attore, proveniente dalla meravigliosa esperienza formativa della Scuola di Interpretazione ed Espressione Scenica di Orazio Costa, nella sede di Bari: Paolo Panaro. Lui è stato il mio primo grande Maestro, straordinario attore e grandissimo narratore, mi ha dato la consapevolezza di quello che è esattamente il mestiere dell’attore e i suoi principi ancora mi guidano ogni giorno. Ci vediamo e sentiamo spesso, è rimasto un bellissimo
rapporto.

Negli anni a venire, più volte all’anno, ho affiancato ai miei studi universitari, la frequenza di corsi e workshop e seminari dedicati alla dizione e ortoepia, la recitazione, il mimo, l’improvvisazione, la regia. Ho letto moltissimo. Ho letteralmente consumato “Il lavoro dell’attore su sé stesso” di Konstantin Stanislavskij, così come “Il lavoro dell’attore sul personaggio”. E poi ho letto e felicemente studiato Grotowski, Eugenio Barba, Craig, Coupeau, Lecoq. E ancora, in tempi recenti, il grandissimo Orazio Costa e il geniale ed unico Luca Ronconi, che amo molto. E ancora leggo e studio e.. non finisco mai di imparare. Un’altra grande e decisiva “svolta” c’è stata incontrando l’AEFT e Daniel De Rosa. Ho frequentato i workshop da Formatore (anche Regia Teatrale, dove ho ritrovato il caro amico e bravissimo regista e autore Daniele Falleri) Pedagogia Teatrale e  attualmente sto frequentando il Corso da Specialista Tecnico della Formazione Attoriale, tutti con Daniel. Lui ha cambiato e fatto evolvere il mio modo di vedere e “praticare” la Pedagogia Teatrale e la Teatralità tutta. Lui è un grande, grande Maestro e ho moltissima stima e riconoscenza profonda per lui (ma lui lo sa bene).

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Ad oggi, dopo 40 anni di Teatro, che ruolo ha quest'ultimo nella sua vita?

Da qualche anno il Teatro è il mio lavoro, finalmente. Un lavoro che occupa molto tempo e vari ambiti, dai laboratori nelle scuole e nelle cooperative e centri per disabili, ai laboratori che organizziamo in compagnia, ai workshop dove mi chiamano come Esperto esterno (per regia, formazione, acting coach) alla regia ed all’interpretazione. Sono felice come quel bambino che guardava sognante Eduardo in Tv. Ed è una bellissima soddisfazione. Davvero un gran bel sogno ad occhi aperti.

Che tipo di metodologia ha adottato nel campo dell'insegnamento?

La mia metodologia di insegnamento è mutata ed affinata con gli anni e le varie esperienze come allievo di tanti bravi maestri e come attore. Il punto nodale, il fulcro resta la creazione di un attore che sappia gestire talento e tecnica acquisita con estrema attenzione alla scena e grandissimo spirito di condivisione con gli altri attori, facendosi sempre trovare “pronto” e “disponibile”.

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Ci parli della sua Associazione Teatrale, quali sono i suoi obiettivi?

La mia Associazione Teatrale (che è attiva dal 2018 nel nostro territorio) si occupa di produzione di spettacoli, readings e performance teatrali, ai quali affianca l'attività di Formazione, con laboratori presso scuole primarie e secondarie, cooperative e centri per disabili, laboratori di formazione teatrale propri (bambini, ragazzi, adulti) corsi di Dizione, workshop teatrali, come detto.

Ritiene che il Teatro abbia un ruolo importante nella crescita degli
individui?

Il Teatro, secondo il mio modesto parere ed anche in base alla mia esperienza di Formatore, è assolutamente importante, direi fondamentale, per la crescita dell’individuo: è un bellissimo gioco sempre nuovo, che si gioca con delle regole precise. Tutto questo è crescita, sviluppo, evoluzione dell’individuo. E poi il Teatro è la forma d’Arte più inclusiva che io conosca.

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Infine, c'è qualcosa che vorresti dire o consigliare ai più giovani che vorrebbero intraprendere questo percorso (lavorativo e non)?

Oggi i ragazzi hanno a disposizione grandissime risorse e mezzi, per imparare e sperimentare e osare anche. E hanno la ricchezza unica di essere giovani ed avere un orizzonte vasto e profondo da esplorare. Devono solo imparare a fidarsi di chi gli propone di mettersi in gioco e sperimentare tutte le proprie facoltà e capacità e talenti e lo fa con serietà, preparazione e generosità. Ho molta fiducia nei ragazzi, per questo li esorto a guardarsi intorno con curiosità e voglia di sognare e crescere, per realizzarsi.

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