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Il workshop esplora la connessione tra gesto biomeccanico e pratica educativa, trasformando il corpo in strumento di consapevolezza, relazione e apprendimento. Ispirato alle intuizioni di Mejerchol’d e adattato alla metodologia AEFT, il percorso offre ai formatori strumenti pratici per integrare la biomeccanica teatrale nella conduzione di laboratori scolastici e comunitari. Il corpo non viene inteso solo come mezzo espressivo, ma come luogo pedagogico, in cui movimento, ritmo e spazio diventano chiavi per attivare processi educativi inclusivi.
Didattica Formativa:
Il Corpo come Luogo Educativo
L’incontro introduce i principi fondamentali della biomeccanica teatrale, presentando il corpo come il primo spazio dell’apprendimento. La biomeccanica non è solo una tecnica di movimento, ma una filosofia pedagogica che unisce precisione, consapevolezza e intenzione. I partecipanti esploreranno la relazione tra controllo motorio e percezione, comprendendo come ogni gesto, per quanto minimo, racchiuda un significato educativo. Il corpo viene riconosciuto come “luogo del sapere incarnato”, un territorio da abitare con coscienza e rispetto, dove la conoscenza passa attraverso l’esperienza fisica.
Gesto e Ritmo
Questo incontro è dedicato all’analisi e alla sperimentazione del gesto come atto consapevole. Si lavorerà sul ritmo, sull’energia e sulla relazione tra impulso e forma, secondo i principi di Mejerchol’d. Il gesto diventa una grammatica: un linguaggio attraverso il quale educatori e formatori possono comunicare intenzioni, regole e valori. Verranno proposti esercizi di precisione motoria e di coordinazione, con l’obiettivo di tradurre la disciplina fisica in una pratica di attenzione e presenza. La consapevolezza ritmica sarà esplorata non solo come dimensione estetica, ma come competenza educativa, utile per costruire ordine, coerenza e concentrazione nei gruppi di lavoro.
Spazio e Relazione
In questa fase il focus si sposta sulla relazione tra corpo e spazio, inteso come luogo di incontro e di interazione. La biomeccanica insegna che ogni movimento ha senso solo se inserito in un contesto relazionale. I partecipanti sperimenteranno esercizi che sviluppano la percezione spaziale, l’ascolto reciproco e la cooperazione, elementi fondamentali per la gestione educativa di un gruppo. Il lavoro corporeo diventa così una metafora pedagogica: imparare a muoversi nello spazio significa imparare a riconoscere il proprio posto nel mondo e nel gruppo, in un equilibrio dinamico tra libertà e regola.
Dal Gesto al Significato
Il quarto incontro approfondisce la dimensione simbolica del gesto. Attraverso improvvisazioni e brevi sequenze corporee, i formatori scopriranno come il movimento possa farsi racconto, intenzione, parola non verbale. L’attenzione sarà rivolta al processo di traduzione tra gesto e contenuto educativo: come il corpo può comunicare concetti, emozioni o valori senza ricorrere al linguaggio verbale. In questo modo, la biomeccanica si trasforma in strumento di narrazione pedagogica, capace di rendere visibile il pensiero e la relazione.
Applicazioni Pedagogiche
L’ultimo incontro è dedicato alla progettazione e sperimentazione di micro-attività biomeccaniche per laboratori scolastici e sociali. I partecipanti saranno guidati nella costruzione di brevi moduli di lavoro che integrino corpo, voce e spazio in funzione educativa. L’obiettivo è tradurre la biomeccanica teatrale in strumenti accessibili e replicabili nei contesti formativi reali: scuola, centri educativi, comunità. La parte conclusiva prevede un confronto collettivo sui processi di apprendimento emersi e su come la pratica corporea possa generare consapevolezza, coesione e crescita personale.
Il percorso segue la Metodologia AEFT®, che integra teoria, pratica e riflessione pedagogica in un processo di consapevolezza corporea e relazionale.
Ogni incontro si apre con un’attivazione esperienziale, prosegue con una rielaborazione teorica e si conclude con un momento di restituzione e progettazione condivisa.
Il teatro, in questa prospettiva, non è solo rappresentazione ma educazione alla presenza: un modo per rendere visibile il pensiero, per unire le discipline in una visione più umana, poetica e cooperativa dell’apprendimento.
Docente: Dr.ssa Tatiana Vedovato
Date: 16 - 23 - 30 Aprile / 07 - 14 maggio
Orario: 18.00/20.00
Sessione: Giovedì
Frequenza: On Line
Note di Tutela
Il contenuto di questa proposta (idee, format, titoli e materiali) è riservato e tutelato ai sensi della L. 633/1941 e s.m.i. Ogni utilizzo, diffusione o riproduzione, totale o parziale, senza autorizzazione scritta di AEFT – Accademia Europea Formatori Teatrali è vietato.
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