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Il workshop Il Teatro che Cura è un percorso esperienziale pensato per educatori, psicologi, formatori, attori sociali, operatori che desiderano esplorare il potenziale trasformativo del teatro come strumento di cura, consapevolezza e relazione.
Attraverso esercizi teatrali, cerchi di parola, tecniche di ascolto profondo e narrazione personale, i partecipanti saranno guidati in un viaggio interiore e collettivo, per sviluppare nuove competenze relazionali, espressive ed empatiche.
Il corso è accessibile anche a chi non ha esperienza teatrale, e rappresenta una preziosa opportunità per integrare nella propria pratica professionale strumenti corporei, vocali ed emotivi orientati al benessere individuale e comunitario.
Obiettivi Formativi:
Sviluppare consapevolezza corporea, vocale ed emotiva
Rafforzare la capacità di ascolto attivo e accoglienza empatica
Integrare pratiche teatrali con strumenti relazionali e trasformativi
Favorire processi di cura individuale e collettiva
Didattica Formativa:
Il gruppo come specchio: cerchi di parola e relazione
Il percorso si apre con la costruzione del contenitore: il gruppo.
Attraverso cerchi di parola guidati e pratiche di ascolto attivo, i partecipanti sperimentano il valore della presenza reciproca come fondamento di ogni processo trasformativo.
Il teatro, in questa fase, non è rappresentazione ma relazione: diventa spazio in cui il vissuto può essere accolto senza giudizio, e in cui l’ascolto diventa atto pedagogico.
Si lavora sulla qualità dello sguardo, sulla sospensione dell’interpretazione e sul riconoscimento dell’altro come soggetto portatore di storia.
Il gruppo viene strutturato come comunità temporanea di apprendimento, basata su fiducia, riservatezza e rispetto.
Il corpo che sente: emozioni, postura, presenza
Il percorso si apre con la costruzione del contenitore: il gruppo.
Attraverso cerchi di parola guidati e pratiche di ascolto attivo, i partecipanti sperimentano il valore della presenza reciproca come fondamento di ogni processo trasformativo.
Il teatro, in questa fase, non è rappresentazione ma relazione: diventa spazio in cui il vissuto può essere accolto senza giudizio, e in cui l’ascolto diventa atto pedagogico.
Si lavora sulla qualità dello sguardo, sulla sospensione dell’interpretazione e sul riconoscimento dell’altro come soggetto portatore di storia.
Il gruppo viene strutturato come comunità temporanea di apprendimento, basata su fiducia, riservatezza e rispetto.
La voce autentica: parola, interiorità, potere personale
La voce è il ponte tra interiorità e mondo.
In questo modulo si lavora sull’emissione vocale come atto di presenza e responsabilità.
Attraverso esercizi di vocalità consapevole, modulazione, ritmo e narrazione personale, i partecipanti imparano ad abitare la parola in modo autentico, sviluppando assertività e coerenza espressiva.
La voce non viene “allenata” in senso tecnico, ma liberata da rigidità e automatismi comunicativi, favorendo una comunicazione più chiara, empatica e centrata.
Il rito della scena: vissuti trasformati in azione teatrale
In questa fase il vissuto personale viene tradotto in forma simbolica. Brevi azioni teatrali, improvvisazioni guidate e micro-scene permettono di trasformare emozioni e ricordi in gesto scenico. La scena non è esposizione, ma rielaborazione.
Il gruppo assume funzione di contenimento e restituzione, offrendo rispecchiamento e feedback strutturato.
Si lavora sul passaggio dall’esperienza privata all’espressione condivisa, valorizzando la dimensione simbolica del teatro come spazio di trasformazione narrativa.
Restituire e chiudere: teatro come memoria condivisa
L’ultimo incontro è dedicato alla sintesi del percorso. Attraverso restituzioni individuali e momenti collettivi, si consolida quanto appreso, trasformando l’esperienza in competenza trasferibile.
Il teatro viene riconosciuto come pratica educativa capace di generare consapevolezza, coesione e benessere relazionale.
Ogni partecipante è guidato a riflettere su come integrare strumenti corporei, vocali ed espressivi nella propria attività professionale, declinandoli nei diversi contesti (educativi, sociali, formativi). Il percorso si chiude come rito di passaggio: non conclusione, ma avvio di una nuova postura relazionale.
Al termine verrà rilasciato Attestato di Formazione su Standard Specifici della Metodologia AEFT.
Docente: Alessandro SGAMMA
Formatore teatrale, giornalista e esperto di comunicazione espressiva. Con una solida esperienza nell’uso del teatro come strumento educativo e professionale, integra tecniche di linguaggio scenico, storytelling e comunicazione efficace per sviluppare leadership, empatia e creatività. Guida i partecipanti in percorsi che fondono arte, relazione e crescita personale.
Date Incontri: 09 - 16 - 23 - 30 Giugno / 14 Luglio
Orario Incontri: 18.00/20.00
Sessione: Martedì
Frequenza: On Line
Note di Tutela
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